CMO Zanotto – Legnago – Nogara – Studio dentistico

Giampaolo Zanotto

Giampaolo Zanotto

Sono entrambe soluzioni per il problema della perdita di uno o più denti, ma sono decisamente diverse tra loro: le protesi fisse e le protesi mobili sono due opzioni differenti, che è bene conoscere per comprendere al meglio i consigli e le indicazioni del dentista.

Cosa significa “fisso” e “mobile”

Iniziamo da una definizione molto semplice: la prima differenza tra queste due tipologie di protesi è che nelle fisse i denti sono, appunto, “fissati” alla mandibola o alla mascella, mentre le protesi mobili possono (anzi: devono) essere rimosse manualmente dal paziente più volte al giorno.

La protesi mobile è nota anche con il nome di dentiera, ed è una soluzione che non richiede un intervento chirurgico per l’impianto dei denti.

Le protesi fisse invece possono essere assicurate in due modi diversi.

La prima soluzione è ancorare la protesi ai denti naturali, senza inserire impianti e senza effettuare un intervento chirurgico. È quello che normalmente viene chiamato ponte: per rimediare al “buco” lasciato dalla mancanza di un dente si crea una protesi ancorata ai due denti adiacenti, che copre lo spazio rimasto vuoto. Questo però comporta la necessità di limare due denti sani per poi ricoprirli con delle capsule.

La seconda soluzione consiste nel creare delle “radici artificiali” per il  singolo dente. Serve quindi un’operazione chirurgica per inserire degli impianti nell’osso, su cui poi avvitare dei denti fissi.

Si possono infatti fissare le viti all’osso della mascella o della mandibola tramite un intervento di implantologia. Un tempo questo tipo di operazione odontoiatrica era considerato doloroso e con una ripresa molto lunga, ma oggi grazie alle moderne tecnologie è possibile avere denti fissi provvisori addirittura a 24/48 ore dall’intervento, rendendo il recupero postoperatorio sempre più veloce e indolore.

Differenze per l’igiene orale

Occuparsi della propria igiene orale è profondamente diverso per chi ha una protesi mobile rispetto a chi ha scelto l’implantologia.

La protesi fissa è infatti saldamente ancorata in bocca, e non deve essere rimossa per la pulizia quotidiana dei denti, che può essere effettuata con gli stessi strumenti utilizzati per la dentatura naturale, incluso il filo interdentale.

Al contrario, le protesi mobili vanno rimosse dopo i pasti per essere pulite, con tutti i disagi che questo comporta. Inoltre i residui di cibo possono infilarsi sotto la protesi, creando un senso di fastidio al paziente.

In sintesi, l’igiene orale con le protesi fisse è più semplice e agevole.

Efficienza della masticazione

Anche l’efficienza masticatoria è diversa a seconda del tipo di protesi dentale che si porta: la protesi mobile assicura un’efficienza decisamente minore di quella fissa nella masticazione.

Con l’implantologia, infatti, è possibile avere una masticazione del tutto comparabile a quella che si ha con i denti naturali. Una volta che il processo di osteointegrazione delle viti sarà completato, dopo circa due o quattro mesi dall’intervento nel quale sono state inserite nella mascella o nella mandibola, sarà possibile avvitare i denti fissi definitivi, con i quali il paziente potrà riprendere serenamente a masticare i suoi cibi preferiti. Per proteggere l’impianto è consigliabile comunque evitare di addentare cibi estremamente duri, che possono essere pericolosi anche per l’integrità dei denti naturali.

Il fattore estetico e il gusto

Anche se la funzionalità e la salute dei denti sono sicuramente essenziali, l’estetica del sorriso ha comunque una grande importanza per tutti.

Le protesi mobili, specie quelle parziali, possono purtroppo essere una scelta con un impatto estetico negativo: prevedono spesso la presenza di ganci metallici visibili, decisamente antiestetici. Le protesi mobili totali, invece, che si fanno sui pazienti edentuli (cioè senza denti), coprono interamente il palato, riducendo di conseguenza anche la percezione del gusto. Questo disagio è amplificato dalla necessità, per chi porta la dentiera, di ricorrere all’uso di paste adesive che possono avere un sapore poco gradevole.

Ma se le protesi fisse hanno tutti questi vantaggi rispetto a quelle mobili, che cosa spinge i pazienti a voler evitare l’implantologia?

Molto spesso si tratta di convinzioni errate: ci sono infatti ancora persone che temono che l’implantologia sia una pratica lunga, dolorosa e costosa. In realtà non è più così: gli studi odontoiatrici che utilizzano tecnologie innovative e performanti possono garantire non solo operazioni veloci e prive di disagio per il paziente ma anche prezzi decisamente sostenibili.

Negli studi dentistici CMO di Legnago e Nogara, in provincia di Verona, effettuiamo interventi di implantologia con carico immediato, che consentono di avere denti fissi provvisori già a 24/48 ore dall’operazione. Inoltre, grazie al nostro collaudatissimo Metodo NO PAIN possiamo assicurare al paziente di non provare paura e dolore, perché utilizziamo tecnologie e approcci terapeutici all’avanguardia come la chirurgia computer guidata e la sedazione cosciente.

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Perdere i denti è un incubo, ma purtroppo può avverarsi se non ti prendi cura correttamente del tuo sorriso. E la causa di questo problema non è sempre da ricercarsi in un trauma: esiste infatti una malattia che, se non viene prevenuta, individuata e curata nei giusti tempi, può causare la perdita dei denti. Si chiama parodontite, e sicuramente vuoi sapere come evitarla.

Perché viene la parodontite?

Comunemente conosciuta come piorrea, la parodontite è una malattia infettiva cronica non direttamente trasmissibile a carattere infiammatorio e di origine batterica.

Le cause della parodontite comprendono la presenza di alcuni batteri nella bocca del paziente e la suscettibilità individuale, quindi potremmo dire che c’è una sorta di predisposizione genetica ad ammalarsi.

Per questo è possibile prevenire l’infezione batterica, mentre è impossibile modificare l’eventuale predisposizione individuale alla piorrea: l’unico modo che abbiamo per evitare che la malattia “si scateni” è ridurre al minimo la quantità di batteri che abbiamo in bocca.

Ci sono anche dei fattori di rischio che aumentano la suscettibilità individuale: il fumo è il principale, e un altro molto importante è il diabete.

Chi fuma ha infatti un rischio sette volte maggiore di insorgenza della malattia con una progressione più aggressiva, mentre le persone che non sanno di avere il diabete e che quindi non si stanno curando sono undici volte più a rischio di sviluppare anche la parodontite rispetto a chi non lo ha, e nel loro caso la malattia si può presentare con un’insorgenza particolarmente rapida o un aggravamento più importante.

Cosa succede se trascuri la parodontite

La parodontite colpisce i tessuti di supporto del dente, cioè gengiva, osso e legamento parodontale. Può attivarsi in modo subdolo, perché il paziente non sente alcun sintomo e può essere del tutto ignaro di avere questo problema. Anche la maggior parte dei professionisti odontoiatri, se non sono specializzati ed esperti nel rilevamento della parodontite, potrebbero non individuarla ai primi stadi. È quindi essenziale fare dei controlli regolari presso dei professionisti che si intendono di questa malattia: negli studi CMO di Legnago e Nogara, in provincia di Verona, c’è un team formato su questa problematica, che quindi aumenta le possibilità di scoprire un’eventuale infezione del parodonto e di correre ai ripari prima della perdita del dente (o dei denti).

Essendo una malattia cronica, con il tempo provoca una progressiva distruzione degli elementi che sostengono il dente. Se non viene curata in tempo, inizialmente si percepisce una mobilità del dente e nei casi più avanzati si arriva alla perdita non solo del dente ma anche della funzione masticatoria. Questo perché, se i denti in bocca sono tutti mobili, il paziente non riesce più a masticare.

Cosa fare per curare la parodontite

Una volta individuata la parodontite, è necessario intervenire al più presto, affidandosi a professionisti specializzati in questa branca dell’odontoiatria.

La malattia parodontale si cura in diversi step, con un percorso graduale che parte dalla diagnosi. Una volta diagnosticata, la prima cosa da fare è impegnarsi in un cambiamento comportamentale: il paziente deve prendere coscienza di avere una malattia e ascoltare l’igienista dentale, che gli spiegherà quali regole seguire per la propria igiene orale. Come lavarsi i denti, quali strumenti utilizzare, quali comportamenti evitare… è uno step educativo, essenziale per limitare l’insorgenza e i danni della malattia.

Il secondo step sarà poi un trattamento non chirurgico della malattia parodontale, che consiste in una o più sedute odontoiatriche per andare a togliere i batteri che sono annidati in profondità sulle radici dei denti. Se il paziente ha una situazione particolarmente grave che non si riesce a risolvere in questo secondo step, sarà necessario passare al terzo, vale a dire alla terapia chirurgica vera e propria, che si occuperà di ripristinare e sostituire ciò che la malattia ha tolto. In pratica, con la terapia chirurgica si andrà a rigenerare l’osso dove si è riassorbito o a modificarne i profili per rendere più efficace la terapia e quindi portare il paziente alla guarigione definitiva.

L’ultimo step del percorso che conduce a superare il problema della parodontite è il mantenimento: purtroppo il paziente parodontale deve fare i conti a vita con questo problema, e anche se la malattia non si presenta in fase acuta va comunque tenuta sotto controllo con una terapia a lunghissimo termine, che potenzialmente non si dovrà mai smettere. Il programma di mantenimento viene definito con l’igienista dentale in base al caso, e prevede una serie di controlli e sedute di igiene regolari per mantenere la quantità di batteri entro il livello di guardia e ridurre il rischio di riacutizzazioni della malattia nel tempo.

Hai paura di avere la parodontite? Non aspettare oltre: una visita da uno specialista di questa patologia darà una risposta ai tuoi timori e ti permetterà, nel caso in cui tu abbia effettivamente sviluppato la malattia, di limitare i danni che può causare.

Ricorda che la parodontite non si cura con una sola seduta dal dentista, ma con un approccio su misura che potrebbe accompagnarti (e mantenerti al sicuro!) per tutta la vita. Il team CMO è altamente specializzato nella diagnosi precoce e nella gestione completa della patologia, anche nei casi più complessi, quindi affidati a noi e ti indicheremo la strada migliore per mantenere i tuoi denti sani e funzionali nel tempo. Molte persone si vergognano di avere una malattia che comporta la perdita dei denti, e per garantire a ogni paziente di non provare dolore o imbarazzo nei nostri ambulatori lavoriamo secondo i principi del Metodo NO PAIN, che ti permetterà di affrontare con serenità ogni trattamento odontoiatrico.

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Con le moderne tecnologie e affidandosi a un dentista esperto, oggi l’implantologia può non essere più un intervento particolarmente invasivo o che richiede una lunga ripresa. È addirittura possibile avere denti fissi provvisori a 24 ore dall’operazione, senza quindi dover portare per un periodo delle protesi mobili.

Tuttavia, ogni paziente è un caso unico, e ci sono delle situazioni in cui è richiesto un approccio particolare all’implantologia. È il caso, ad esempio, in cui il paziente abbia subito una perdita di volume osseo nella mascella o nella mandibola.

Questo può rappresentare un ostacolo all’inserimento di impianti dentali tradizionali, ma grazie alle moderne tecniche implantologiche oggi è possibile risolvere questa criticità ricorrendo a soluzioni personalizzate che consentono di affrontare con successo anche i casi più complessi.

Vediamo quali sono le alternative migliori di implantologia per ogni situazione in cui il paziente presenti un’atrofia ossea.

Quando si parla di atrofia ossea?

L’osso del mascellare o della mandibola viene definito atrofico quando non è in grado di accogliere gli impianti dentali tradizionali, che generalmente misurano almeno 7-8 mm di lunghezza. In questi casi, dal momento che nell’osso non c’è spazio per posizionare questi impianti, è necessario adottare strategie specifiche per garantire una riuscita efficace e sicura dell’intervento di implantologia.

Le soluzioni possono essere diverse a seconda che l’impianto debba essere effettuato nell’arcata dentale superiore o in quella inferiore.

Soluzioni per l’arcata superiore: gli impianti zigomatici

Nei pazienti in cui l’atrofia interessa la mascella e si rende necessaria la riabilitazione dell’intera arcata superiore, la soluzione ideale è rappresentata dagli impianti zigomatici. Questi vengono ancorati direttamente allo zigomo, permettendo una stabilità eccellente e risultati estetici e funzionali identici a quelli degli impianti tradizionali. Si tratta di una tecnica avanzata che richiede competenze specifiche, per questo nel team degli studi dentistici CMO ci sono anche chirurghi specializzati in questo tipo di intervento.

Se invece è necessario sostituire un solo dente nell’arcata superiore e l’osso non è sufficiente per eseguire l’implantologia, prima dell’operazione si deve ricorrere alla rigenerazione ossea. Questo processo permette di ricreare il volume osseo perduto grazie all’utilizzo di materiali di laboratorio.

Negli studi CMO utilizziamo un osso sintetico a base di fosfato tricalcico che viene, appunto, creato in laboratorio. Questo osso sintetico nel giro di 4-5 mesi viene sostituito dall’osso naturale, che si è rigenerato, rendendo possibile l’inserimento di un impianto tradizionale (quindi da circa 7-8 mm di lunghezza in su). L’utilizzo di queste semplici manovre di rigenerativa ossea rende il decorso post-operatorio più facile e meno traumatico per il paziente.

Soluzioni per la mandibola: impianti corti

Anche l’arcata dentale inferiore può presentare una riduzione del volume osseo, e in questo caso si parla di atrofia mandibolare. Questa è solitamente meno grave rispetto a quella mascellare, dal momento che l’osso residuo nella maggior parte dei casi si mantiene sopra i 7-8 mm di spessore.

Nel caso in cui sia necessario riabilitare tutta la mandibola, vale a dire impiantare la totalità dei denti, si può ricorrere all’utilizzo di impianti corti, che possono arrivare  fino a 4 mm di lunghezza e garantiscono comunque una stabilità adeguata a sostenere le protesi dentali.

Nel caso invece in cui si debba riabilitare un unico dente e l’osso sia insufficiente per un impianto corto singolo, si può adottare le metodiche di ispessimento dell’osso tramite rigenerazione, come per la mascella.

Diagnosi e personalizzazione dell’implantologia

Prima di procedere all’intervento, è assolutamente necessario fare un controllo approfondito della condizione della bocca del paziente. Per valutare con precisione lo spessore dell’osso della mascella o della mandibola viene eseguita una TAC, vale a dire un esame radiografico tridimensionale. Questo esame permette di vedere con esattezza la forma dell’osso e il volume osseo disponibile, in modo da scegliere la soluzione ideale per il paziente tra impianti corti o zigomatici, e di valutare se ricorrere alle tecniche di rigenerazione ossea.

Le cause che conducono a una riduzione dell’osso sono molteplici, e includono traumi che interessano la mandibola o la mascella, infezioni che distruggono il parodonto (come la parodontite), il fumo, condizioni sistemiche come l’osteoporosi o il diabete… La perdita di un dente riduce gli stimoli meccanici sull’osso e lo può portare a perdere densità e volume. Per questo è essenziale sottoporsi periodicamente ai controlli dentistici e mantenere una corretta igiene orale, in modo da intervenire tempestivamente se si presenta una condizione che può portare all’atrofia ossea.

Temi di aver subìto una riduzione dell’osso della mandibola o della mascella e hai bisogno di un intervento di implantologia?

Niente paura: negli studi CMO di Legnago e Nogara, in provincia di Verona, disponiamo di tutte le moderne tecnologie e le competenze specialistiche per  trovare una soluzione su misura e risolvere ogni caso.

Sappiamo che la parola “impianto” spesso spaventa i pazienti odontoiatrici, e per questo abbiamo elaborato un esclusivo sistema di trattamento e accoglienza che assicura a tutti coloro che si rivolgono a noi di vivere la propria esperienza di cura nel modo più sereno possibile: è il Metodo NO PAIN, che elimina il dolore da ogni appuntamento con il dentista.

Con la chirurgia computer-guidata, la rigenerazione ossea e la sedazione cosciente ti garantiamo di ridurre al minimo (se non di eliminare totalmente!) i disagi dell’implantologia, anche nel caso di problemi di atrofia ossea.

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Chi non vorrebbe un sorriso luminoso con denti bianchissimi?

Fortunatamente, è possibile sbiancare i propri denti in modo professionale per ottenere proprio questo risultato. I rischi correlati a questo tipo di trattamento sono decisamente pochi, e basta affidarsi a uno studio esperto per avere denti bianchi in completa sicurezza.

Se vuoi conoscere meglio uno dei trattamenti estetici più richiesti negli studi dentistici (e valutare se fa al caso tuo), continua a leggere!

Che cos’è lo sbiancamento dentale

Lo sbiancamento è una terapia dentale che ha due possibili scopi: può infatti avere finalità prettamente estetiche per una persona che vuole semplicemente migliorare il bianco dei suoi denti, o motivazioni estetico-terapeutiche per tutti quei pazienti che hanno discromie o difetti dello smalto anche patologici.

Questi possono essere derivanti da eventi come dei traumi infantili che hanno subito alla bocca, ad esempio delle cadute. Ma ci sono anche pazienti che hanno assunto nell’età in cui i denti sono ancora in formazione alcuni farmaci che hanno dato alla dentatura delle macchie o delle colorazioni con cui non si trovano a loro agio, e pure in quel caso lo sbiancamento dentale può essere inteso come terapeutico per risolvere una criticità.

Come avviene lo sbiancamento? Si effettua tramite un gel che ha la caratteristica di reagire sullo smalto dei denti andando a liberare ossigeno e quindi sbiancandoli. Il gel può avere diverse formulazioni, che rilasciano più o meno ossigeno: ci sono infatti gel che danno risultati visibili già nel giro di 45 minuti/un’ora, e ci sono sbiancanti a basso rilascio di ossigeno che agiscono con concentrazioni più ridotte di principio attivo. I primi sono i gel che si utilizzano nello studio dentistico, mentre i secondi sono quelli a rilascio graduale, indicati per gli sbiancamenti domiciliari, che il paziente effettua a casa indossando delle mascherine all’interno delle quali ha inserito, in base alle indicazioni del dentista, una piccola quantità di prodotto attivo.

Tra queste due tipologie di trattamento estetico odontoiatrico esistono delle differenze da tenere in considerazione. Lo sbiancamento effettuato in studio dentistico ha un risultato immediato che dura circa 6-8 mesi in media, mentre quello domiciliare richiede alcune settimane e assicura in genere un colore più stabile nel tempo e un risultato che può durare anche da 3 a 5 anni (ovviamente se si seguono le indicazioni con precisione!).

Quando non è indicato lo sbiancamento dentale?

Esistono delle situazioni in cui lo sbiancamento potrebbe non dare il risultato sperato oppure nelle quali non deve essere assolutamente eseguito.

Ad esempio, se un paziente ha una faccetta su un unico dente centrale e anteriore lo sbiancamento agirà solo sui denti naturali che lo circondano, rovinando l’estetica del sorriso. In pratica, il paziente si ritroverà con tutti i denti sbiancati salvo quello con la faccetta, che risulterà più scuro degli altri.

Lo sbiancamento poi deve essere evitato nelle donne in gravidanza e per legge non può essere effettuato su pazienti minorenni. Se non si rientra in queste tre categorie, generalmente si può richiedere senza timori al dentista di essere sottoposti a un trattamento per avere denti più bianchi.

Che rischi comporta lo sbiancamento dentale?

Ci sono rischi per l’integrità dello smalto dei denti se si effettua uno sbiancamento dentale? No, il rischio è nullo se la pratica viene effettuata presso uno studio dentistico esperto o in modalità domiciliare ma seguendo con cura le indicazioni di un igienista dentale esperto.

Tutti i gel sbiancanti che si utilizzano in studio sono stati testati e giudicati sicuri, quindi se vengono utilizzati con cura non creano problemi. In ogni caso, se si dovesse scegliere un gel con un pH troppo basso, si potrebbero avere dei danni di livello microscopico allo smalto, recuperabili nel giro di qualche settimana con la rimineralizzazione del dente.

C’è un effetto collaterale dello sbiancamento che, sebbene non sia grave, è bene tenere in considerazione. Alcuni pazienti potrebbero notare un aumento della sensibilità dentale dopo il trattamento. Questo avviene soprattutto nei pazienti più giovani, quindi vicini ai 20 anni, ma è una condizione transitoria che dipende dalla concentrazione di principio attivo presente nel gel. Per evitare questo rischio, sarà l’odontoiatra a scegliere il prodotto da utilizzare per lo sbiancamento valutando opportunamente le caratteristiche del paziente che ha di fronte.

Anche chi ha i denti sensibili può effettuare lo sbiancamento. Meglio, in questo caso, optare per quello domiciliare e fare un trattamento desensibilizzante con opportuni dentifrici e collutori per preparare i denti. Dopo lo sbiancamento, si dovrà continuare a seguire una terapia con questo tipo di prodotti per l’igiene orale.

E le soluzioni fai-da-te per lo sbiancamento dentale? In questo caso, le cose cambiano: esiste effettivamente il rischio di danneggiare lo smalto dei denti e di erodere gradualmente la loro superficie se si utilizzano prodotti inadeguati, esponendo maggiormente i denti all’attacco della carie. Meglio non rischiare con la salute dei propri denti, e affidarsi a un igienista dentale professionista.

Quale tipo di sbiancamento dentale fa al caso tuo? Negli studi dentistici CMO Zanotto ti consiglieremo la soluzione migliore per la tua situazione, dandoti anche i prodotti necessari se scegli lo sbiancamento domiciliare e ovviamente tutte le indicazioni di cui hai bisogno.

Questo trattamento è indolore, ma se comunque sei tra le persone che non vivono con serenità l’appuntamento con il dentista non devi temere: nei nostri studi abbiamo creato un metodo di lavoro esclusivo, che applichiamo a ogni appuntamento e a ogni trattamento per il massimo benessere del paziente. Si chiama Metodo NO PAIN, ed è un sistema collaudato che combina accoglienza, terapie e affiancamento. Tutto, nei nostri studi, è pensato per farti vivere un’esperienza serena e senza dolore.

Fissa una visita senza impegno negli studi CMO di Nogara e Legnago (VR) e delineeremo un percorso personalizzato per farti avere il sorriso che sogni!

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I denti non allineati sono da sempre una delle principali fonti di imbarazzo per chi non si sente sicuro del proprio sorriso. E per le persone che hanno paura di andare dal dentista e di sottoporsi a qualunque trattamento odontoiatrico anche dei semplici “denti storti” si trasformano in un problema irrisolvibile.

Ma per risolvere un disallineamento dentale è davvero necessario sottoporsi a trattamenti invasivi e dolorosi? Fortunatamente no: con l’ortodonzia trasparente si può riallineare i denti in modo efficace e senza l’imbarazzo che molti provano a portare l’apparecchio ortodontico.

Perché l’apparecchio trasparente è un’ottima soluzione? Ecco tre motivi che ti confermerà qualunque paziente lo abbia già provato.

1) L’apparecchio trasparente non si vede.

Anche se può essere scontato, è opportuno precisare che questo tipo di ortodonzia è, appunto, trasparente. E di conseguenza non ha un impatto particolare sull’estetica della persona.

Molti pazienti, infatti, considerano antiestetici gli apparecchi tradizionali, nei quali gli attacchini (brackets) e i fili metallici sono chiaramente visibili. Chi indossa questi dispositivi può sentirsi osservato o a disagio, e per questo ritrovarsi anche frenato nel sorridere, nel parlare, nel mangiare in compagnia. Nel caso in cui non si riesca a superare questo imbarazzo, si può addirittura arrivare a decidere di non risolvere il proprio problema solo perché non si vuole assolutamente portare l’apparecchio.

Gli allineatori trasparenti, invece, sono delle mascherine in materiali plastici sottilissimi e trasparenti. Quando li si indossa, aderiscono all’arcata dentale alla perfezione e non si notano affatto. Per questo anche i pazienti adulti o coloro che fanno un lavoro a contatto con il pubblico si trovano a loro agio con l’apparecchio trasparente: potremmo dire che esegue il suo compito con la massima discrezione, e può essere tranquillamente indossato in ogni situazione senza imbarazzo.

2) L’apparecchio trasparente non è doloroso

Praticamente tutti coloro che varcano la soglia dello studio odontoiatrico hanno la stessa, grande paura, cioè quella di provare dolore. L’apparecchio trasparente viene in soccorso anche ai pazienti fobici, perché quando lo si indossa non si sente dolore.

In generale, è normale sentire un leggero fastidio nei primi giorni di utilizzo di una mascherina. Questo è dovuto al fatto che i denti si stanno spostando gradualmente per riallinearsi, ma non è un processo doloroso. A parte questa sensazione iniziale, ci si abitua velocemente alle mascherine e non si fa più caso alla loro presenza. Un vantaggio importante, dal momento che devono essere indossate per 20-22 ore al giorno e vanno tolte solo per mangiare e lavarsi i denti.

Negli studi CMO non è dolorosa o fastidiosa nemmeno la fase preparatoria all’utilizzo dell’allineatore, perché prendiamo un’impronta 3D digitale della dentatura per realizzare le mascherine. Un procedimento che non crea alcun disagio al paziente, e che ci consente di realizzare gli allineatori trasparenti che possono risolvere problematiche come morso incrociato, morso aperto e morso profondo, malocclusioni sagittali, affollamento dentale anche di grado elevato, rotazioni e diastemi.

3) L’apparecchio trasparente è facile da gestire

È sufficiente far “calzare” la mascherina sull’arcata dentale e il gioco è fatto: il dentista ti consegnerà diverse mascherine da sostituire all’incirca ogni 10 o 15 giorni, in base al piano di intervento personalizzato che è stato definito per te.

Ogni mascherina rappresenta un avanzamento rispetto alla precedente, perché consente ai denti di compiere un progresso nel loro spostamento. Dovrai quindi solo avere cura di indossare per il numero corretto di ore le mascherine e sostituirle al momento giusto, rispettando l’ordine che ti è stato indicato.

In base alle indicazioni dell’odontoiatra, effettuerai una visita di controllo ogni 4-8 settimane, nella quale si verificheranno i progressi e ti verranno consegnate le nuove mascherine.

Inoltre, con l’allineatore non c’è il rischio che il cibo si incastri nel dispositivo, perché come abbiamo detto poche righe sopra si devono  togliere le mascherine mentre si mangia. Una volta terminato il pasto, è consigliabile lavarsi i denti se si è in condizione di poterlo fare, o semplicemente sciacquare la bocca dai residui di cibo, e poi si può indossare di nuovo l’allineatore. Ovviamente andrà svolta la corretta igiene orale per le classiche 2-3 volte al giorno, come di consueto.

Le indicazioni da seguire per la gestione dell’apparecchio trasparente sono quindi:

  • Indossare le mascherine per 20-22 ore ogni giorno.
  • Toglierle per mangiare e lavarsi i denti.
  • Rimuoverle quando si bevono bibite colorate o calde, per evitarne il ristagno a contatto dei denti. Con le mascherine puoi invece bere acqua senza problemi.
  • Sostituirle nei tempi e secondo l’ordine che indica il dentista.

L’ortodonzia trasparente è una soluzione facile da gestire, discreta e soprattutto efficace per risolvere diverse problematiche ortodontiche. È una pratica odontoiatrica perfettamente in linea con il Metodo NO PAIN, che abbiamo ideato e che applichiamo a ogni trattamento eseguito negli studi dentistici CMO di Legnago e Nogara (VR): si tratta di una prassi collaudata di accoglienza e cura del paziente che ci permette di evitare di fargli provare dolore, disagio e paura anche quando si sottopone a un intervento complesso.

Un allineatore trasparente è una soluzione ottima per le persone che si sentono particolarmente in imbarazzo per i propri denti.

Vorresti sapere se le tue problematiche di allineamento dentale si possono risolvere con l’apparecchio trasparente? Chiamaci per fissare una prima visita senza impegno.

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Se hai perso uno o più denti, molto probabilmente stai pensando di risolvere il tuo problema con l’implantologia. È la scelta giusta: questa tipologia di intervento, che un tempo spaventava i pazienti, è oggi sempre meno invasiva e se viene eseguita con le tecnologie più avanzate può risultare addirittura indolore.

Tuttavia, come tutti gli interventi chirurgici, anche l’implantologia può avere delle controindicazioni. Di seguito ti parliamo delle precauzioni che devi assolutamente prendere: se ti ritrovi in una o più di queste condizioni, è essenziale informare il tuo medico dentista al riguardo.

Sarà sempre il dentista, infatti, a decidere qual è la soluzione migliore per intervenire sul tuo sorriso in modo sicuro ed efficace e a dirti se l’implantologia fa o no al caso tuo.

Le precauzioni più importanti per l’implantologia

Purtroppo è così: per alcuni pazienti, è necessario prendere delle precauzioni in più prima di sottoporsi a un intervento di implantologia. Anche se la maggior parte delle persone può effettuare senza timori l’operazione, esistono dei casi che richiedono un approfondimento prima di procedere alla chirurgia.

In questi casi, è necessario prendere le precauzioni consigliate dal dentista prima dell’intervento di implantologia:

  • Nel caso di malattie cardiovascolari si può procedere all’implantologia ma è indicato ricorrere alla sedazione cosciente, che prevede la presenza di un anestesista durante l’intervento. Il paziente viene monitorato continuamente durante l’operazione con un elettrocardiogramma e con il controllo della pressione e della saturazione del sangue.
  • I pazienti diabetici con glicemia stabile possono sottoporsi all’operazione di implantologia: per loro verrà definita una copertura antibiotica ad hoc assieme all’anestesista, che li visiterà con il dentista prima dell’intervento.
  • Anche per le malattie autoimmuni è prevista una gestione congiunta da parte del dentista e dell’anestesista, che definiranno insieme il percorso terapeutico adeguato al paziente.
  • Osteoporosi e problemi ossei: se hai perso un dente è meglio non aspettare e rivolgersi al dentista prima possibile se non vuoi peggiorare la situazione, perché nei pazienti che perdono un dente l’osso va incontro a riassorbimento e perdita di volume, dal momento che non è stimolato dal carico masticatorio.
  • Sono tante le problematiche dentali correlate al fumo, e tra queste c’è anche il fatto che questa abitudine dannosa può avere un effetto negativo sulla capacità di guarigione dei tessuti, e aumentare di conseguenza il rischio di fallimento dell’impianto. Per una buona riuscita dell’implantologia, infatti, è essenziale che ci sia una perfetta osteointegrazione delle viti e che anche i tagli (seppur minimi) effettuati per inserirle si rimarginino completamente. I forti fumatori, cioè coloro che fumano oltre 10 sigarette al giorno, corrono un rischio di non integrazione dell’impianto più alto rispetto ai non fumatori. Chi fuma infatti registra una percentuale di successo dell’operazione vicina al 70% mentre per chi non fuma si sale al 98%. Meglio quindi smettere di fumare prima dell’intervento e, se proprio non si perde l’abitudine, attendere che l’impianto sia perfettamente integrato prima di riprendere il vizio.
  • Non curarsi adeguatamente dello stato di pulizia (e salute) della propria bocca può favorire infezioni e complicazioni post-operatorie. Prima di eseguire un impianto, informati bene presso il tuo dentista su tutti gli step da seguire per una corretta igiene orale: è sempre importante, ma dopo un’operazione diventa essenziale. È quindi opportuno effettuare una seduta di igiene prima dell’intervento e poi farsi seguire da un igienista per avere i giusti consigli per preservare la salute della propria bocca.
  • Se stai prendendo alcuni farmaci magari ad alti dosaggi, come ad esempio i bifosfonati, per renderli compatibili con l’implantologia il tuo dentista ti consiglierà un protocollo adeguato da seguire e una terapia di prevenzione antibiotica e antinfiammatoria.

I pazienti che si stanno sottoponendo a radio o chemioterapia, invece, devono rimandare l’intervento di implantologia e attendere un certo periodo dopo la fine delle cure oncologiche prima di effettuare l’operazione.

Ma quindi chi si ritrova in una delle condizioni che abbiamo appena elencato non può risolvere i suoi problemi dentali? Per fortuna non è affatto così: per ogni caso specifico esiste una soluzione che può essere trovata solo analizzando con il paziente la sua condizione.

Si deve sempre e assolutamente informare il dentista preventivamente, esponendogli la propria storia clinica.

Una controindicazione all’implantologia tradizionale può essere rappresentata dall’atrofia ossea, cioè dalla mancanza di osso. In questo caso è necessario ricorrere a soluzioni implantari alternative, come gli impianti corti e gli impianti zigomatici. I primi si utilizzano quando lo spessore dell’osso è ridotto a 4-5 mm, hanno una lunghezza di circa 4 mm e sono resistenti come gli impianti tradizionali, che vanno dagli 8,5 mm in su; i secondi si utilizzano quando l’osso della mascella è ridotto praticamente a zero e di conseguenza si appoggiano all’osso zigomatico, garantendo denti fissi sulle arcate superiori.

Non è quindi necessario ricorrere alle protesi mobili neanche in caso di atrofia ossea, ed è comunque sempre possibile avere un sorriso più armonico.

Alcuni timori diffusi (e spesso eccessivi)

Gli interventi di implantologia oggi possono essere indolori e assicurare una ripresa estremamente veloce: è addirittura possibile avere denti fissi in 24/48 ore dall’intervento, e in CMO a breve sarà possibile averli addirittura nella stessa giornata dell’operazione.

Nonostante questo, le persone si fanno frenare nella risoluzione del loro problema dentale anche a causa di alcuni timori pressoché infondati.

Ecco tre domande che negli studi CMO ci vengono spesso poste dai pazienti più timorosi e le nostre risposte:

  • L’impianto si può rompere?
    L’impianto eseguito in uno studio dentistico qualificato è solido, e se si seguono le indicazioni del team odontoiatrico per la sua gestione non si romperà spontaneamente. Come per i denti naturali, è opportuno fare attenzione ai cibi troppo duri, a una masticazione troppo frenetica e a non sottoporre i denti a stress inutili o a traumi meccanici. In ogni caso, a rompersi non sarà mai l’impianto ma solo il dente avvitato all’impianto.
  • Esiste il rischio di rigetto?
    No
    , questo rischio non esiste. Negli studi odontoiatrici che usano solo materiali biocompatibili la possibilità di rigetto è pari a zero. C’è una possibilità attorno al 2% di non attecchimento dell’impianto: se entro due o tre mesi dall’intervento l’impianto non ha attecchito, verrà sostituito in garanzia e si attenderà nuovamente l’osteointegrazione.
  •  L’impianto sarà scomodo da gestire?
    Assolutamente no. Una volta che l’impianto sarà perfettamente integrato, il paziente non avrà alcun tipo di disagio e sarà sufficiente mantenere una corretta igiene orale per gestire senza difficoltà i nuovi denti.

Avresti bisogno di un intervento di implantologia ma hai paura delle controindicazioni?
Oppure hai semplicemente paura di sottoporti a un’operazione chirurgica?

Affidati al team degli studi dentistici CMO di Nogara e Legnago (VR): con il nostro esclusivo Metodo NO PAIN aiutiamo ogni giorno tantissime persone a superare i loro timori e a tornare a sorridere liberamente. Nel caso dell’implantologia, ti assicuriamo non solo la massima comprensione per le tue paure e il massimo rispetto delle tue esigenze, ma anche un’analisi approfondita della tua situazione per identificare la soluzione migliore per te, in base al tuo quadro clinico complessivo, alla tua quotidianità, al risultato che vorresti ottenere.

Nei nostri studi troverai non solo una grande professionalità ma anche le tecnologie migliori per ridurre al minimo per i pazienti l’eventualità di provare dolore e per assicurare una ripresa veloce.

Contattaci per una prima visita senza impegno e ti diremo come risolvere i tuoi problemi dentali!

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